di Roberta Cricelli
Per ringraziare il numero di lettori del terzo episodio di Deactors (leggilo qui se non l'hai ancora fatto : DEACTORS - EP. 3 - ADAM BRODY, uscito lo scorso Novembre, con protagonista l'attore californiano Adam Brody, vi diamo un bentornato sul blog con una featurette (che Dea non poteva che denominare "Deaturette"). Per chi non conoscesse il termine, intendiamo un breve speciale finalizzato all'approfondimento della sua carriera, fra ruoli rimasti più nell'ombra e altri che stanno spopolando.
StartUp (2016-2018) [3/5]
Adam Brody è Nick Talman
Progetto, che proprio come una startup, parte con una proposta iniziale irresistibile. Non solo narrativa, ma quasi ideologica: l’idea che una criptovaluta possa essere plasmata lontano dai garage mitizzati della Silicon Valley, in una Miami calda, sporca, moralmente ambigua. Tre stagioni da dieci episodi ciascuna, create da Ben Ketai (regista, peraltro, di River Wild, lungometraggio action thriller che nel 2023 avrebbe visto nuovamente protagonista Adam, questa volta insieme alla moglie Leighton Meester) approdate su Netflix. Un progetto quello della serie di cui vi sto scrivendo che parte con una proposta iniziale irresistibile, proprio come una startup.
Al centro c’è GenCoin, una moneta digitale pensata per scardinare il sistema bancario tradizionale, a farle da placenta il caos: soldi sporchi, interessi criminali, ambizioni personali. Nick Talman (Adam Brody) è il volto “pulito” dell’operazione, un ex consulente finanziario che si ritrova a trasformare un problema in un’opportunità. Accanto a lui Izzy Morales (Otmara Marrero), mente tecnica brillante e inquieta e Ronald Dacey (Edi Gathegi), gangster haitiano che vede nella tecnologia una via di riscatto e potere. A muoversi nell’ombra c’è Phil Rask (Martin Freeman), agente FBI corrotto quasi tragico nella sua fame di controllo. Più avanti entrerà in scena anche Wes Chandler (Ron Perlman), incarnazione di un potere più strutturato e spietato.
Lo show costruisce un mondo dove l’innovazione non è pura, ma già influenzata da un fine sotteso. Ed è proprio questo il suo fascino originario : la tecnologia come arma, come mezzo per ribaltare i rapporti di forza, con un’ambizione che sfiora l’idea di giustizia sociale. Ma stagione dopo stagione, quell’energia pionieristica tende ad affievolirsi. Il racconto si sposta sempre più verso dinamiche di microcriminalità, scontri armati, tradimenti e vendette. L’azione prende il sopravvento sull’idea. Anche la sessualità, spesso esibita con insistenza, sembra talvolta più decorativa che realmente funzionale alla crescita dei personaggi.
Il cuore emotivo dovrebbe essere proprio il personaggio di un Adam che lavora contro la sua stessa immagine pubblica: abbandona l’aura da bravo ragazzo per indossare i panni di un uomo disposto a rischiare tutto : Nick è ambiguo, opportunista, capace di scelte discutibili, sebbene non diventi mai del tutto pericoloso. Ed è qui che, a mio giudizio, manca qualcosa... non si percepisce fino in fondo quella fame feroce di successo, quel conflitto interiore lacerante che dovrebbe consumarlo. Rimane spesso trattenuto, come se non volesse sporcarsi del tutto. Il risultato è un'interpretazione credibile ma non abbastanza intensa da trasformare Nick in vero simbolo del'ambizione che non guarda in faccia a nessuno. Va detto che Brody è stato anche tra i produttori della serie, segno di un coinvolgimento creativo che va oltre l'attorialità.
StartUp avrebbe potuto osare di più. Una miccia di rivoluzione che cede ai sentieri già battuti. Proprio come accade spesso nel mondo reale.
Nobody Wants This (2024 -) [5/5] : La serie ideata da Erin Foster, aveva obiettivi precisi : esplorare il confronto tra due mondi culturali e caratteriali profondamente diversi, sfruttando l’aura nostalgica di due star simbolo degli anni 2000. La serie segue le vite di Joanne, podcaster agnostica, diretta e irrequieta (Kristen Bell) e Noah Roklov, rabbino moderno e anticonvenzionale (Adam Brody), alle prese con un legame spesso in contrasto con aspettative familiari, religiose e sociali. La storia mette in luce una comunicazione di coppia fondata sul dialogo, anche nei momenti di tensione. L’appeal iniziale affonda le radici nella memoria affettiva legata ai protagonisti: Kristen Bell, nota anche per Veronica Mars, e Adam Brody, celebre come Seth Cohen in The O.C., catturano subito l’attenzione del pubblico, così come il richiamo nostalgico di Gossip Girl, con Bell indiscussa voce narrante e Leighton Meester (apparsa nella seconda stagione di Nobody Wants This, disponibile come la prima su Netflix), nel ruolo di Abby.
Kristen Bell, Adam Brody e Leighton Meester
Una partenza stimolante, uno sviluppo che non sempre tiene. La prima serie migliore della seconda? Di gran lunga, sebbene l’incontro dei due universi apparisse già lì un filino prevedibile. I personaggi secondari, come Morgan, sorella di Joanne (Justine Lupe), e Sasha, fratello di Noah (Timothy Simons), cercano di introdurre prospettive e dinamiche curiose con esiti alterni, che rendono chiari i loro tentativi di scalfire pregiudizi e resistenze al cambiamento, malgrado non aggiungano tracce innovative. A emergere con forza è proprio Adam Brody, il cui ruolo — sensibile, ironico, comprensivo — sostiene quasi da solo l’intera serie. La sua interpretazione, premiata con il Critics’ Choice Television Award come miglior attore protagonista in una serie comedy, conferisce al personaggio spessore emotivo e credibilità. E' una serie verso cui l’affezione delirante appare a tratti inspiegabile, perché nonostante tutti gli ingredienti siano al loro posto, dà vita a un dolce "floscio", di cui gustare solo alcuni strati. Il più buono il cuore caldo Adam, al quale va comunque il mio giudizio massimo per il modo in cui fa da motore a un progetto del quale forse avremmo goduto meglio se fosse diventato un film. Ma no, arriverà anche la terza stagione!😊 Ottimo per serate leggere sul divano.
The Kid Detective (2020) [4/5] Detective in erba (The Kid Detective) è un film del 2020 diretto da Evan Morgan, un noir con tocchi di humour nero che esplora la vita di chi, cresciuto sotto le luci della fama precoce, fatica a trovare il proprio posto nel mondo adulto. Il protagonista è Abe Applebaum (Adam Brody), un ex bambino prodigio del crimine che oggi lavora come detective di provincia, risolvendo casi minori e vivendo una vita segnata dalla monotonia e da un certo senso di fallimento. Abe porta con sé il ricordo di un passato brillante, ma anche la consapevolezza di non essere più il ragazzino ammirato da tutti. La sua quotidianità viene illuminata dall’incontro con Caroline (Sophie Nélisse, qualcuno la ricorderà per Storia di una ladra di libri), una studentessa che gli affida un incarico importante. Questo incontro segna l’inizio di un percorso che mette Abe di fronte alle sue capacità, alla sua determinazione e ai limiti della sua esperienza. Al contempo, il film dipinge con delicatezza l’ambiente circostante, popolato da figure come il signor Applebaum (Tzi Ma) e la madre di Caroline (Sarah Sutherland), che contribuiscono a rendere viva la comunità in cui Abe si muove, senza mai oscurare il protagonista. In questa storia, Adam è un uomo segnato dalla vita, a tratti ironico, a tratti malinconico, capace di alternare leggerezza e introspezione senza mai perdere un'identità fissa. Abe appare fragile e imperfetto, ma anche determinato e Brody riesce a trasmettere questa dualità con naturalezza. Il personaggio suscita empatia perché è umano in ogni suo gesto: non un eroe tradizionale, ma un antieroe che lotta per ritrovare il proprio equilibrio. Il film gioca con le emozioni attraverso toni che oscillano tra commedia e dramma, mostrando un mondo che può essere buffo, oscuro e delicato allo stesso tempo. La resa di Brody rende Abe un personaggio che rimane impresso perché combina vulnerabilità, resilienza e un’ironia che non è mai fine a se stessa. La sua interpretazione trasmette la sensazione di un uomo che non si arrende, che cerca un senso nella propria vita e soprattutto, che non smette di affrontare le sfide con una sorta di dignità discreta. Un ritratto proprio umano. Consigliato! Promising Young Woman (2020) [4/5] Carey Mulligan e Adam BrodyNel film Una donna promettente, diretto da Emerald Fennell, Adam Brody ha finalmente l’occasione di mostrare maggiore profondità. Il film segue le vicende di Cassie Thomas (Carey Mulligan), una giovane donna che, dopo il trauma subito dalla sua amica, costruisce una strategia per smascherare comportamenti predatori, muovendosi tra seduzione, inganno e tensione morale. Brody interpreta Ryan, un ex compagno di università di Cassie che diventa il suo appiglio romantico, figura di stabilità emotiva in un film altrimenti carico di ambiguità. La sua interpretazione è delicata e misurata: è la parte più luminosa e rassicurante del film, capace di vulnerabilità e autenticità. Proprio grazie a questo equilibrio nel filone drammatico, è potuta esserci una resa credibile nel rapporto con Cassie. Anche se il suo ruolo non è centrale nella vicenda di vendetta, Brody emerge per maturità e convinzione rispetto ai ruoli precedenti.
A presto con nuovi episodi!💗
Lo show costruisce un mondo dove l’innovazione non è pura, ma già influenzata da un fine sotteso. Ed è proprio questo il suo fascino originario : la tecnologia come arma, come mezzo per ribaltare i rapporti di forza, con un’ambizione che sfiora l’idea di giustizia sociale. Ma stagione dopo stagione, quell’energia pionieristica tende ad affievolirsi. Il racconto si sposta sempre più verso dinamiche di microcriminalità, scontri armati, tradimenti e vendette. L’azione prende il sopravvento sull’idea. Anche la sessualità, spesso esibita con insistenza, sembra talvolta più decorativa che realmente funzionale alla crescita dei personaggi.
Il cuore emotivo dovrebbe essere proprio il personaggio di un Adam che lavora contro la sua stessa immagine pubblica: abbandona l’aura da bravo ragazzo per indossare i panni di un uomo disposto a rischiare tutto : Nick è ambiguo, opportunista, capace di scelte discutibili, sebbene non diventi mai del tutto pericoloso. Ed è qui che, a mio giudizio, manca qualcosa... non si percepisce fino in fondo quella fame feroce di successo, quel conflitto interiore lacerante che dovrebbe consumarlo. Rimane spesso trattenuto, come se non volesse sporcarsi del tutto. Il risultato è un'interpretazione credibile ma non abbastanza intensa da trasformare Nick in vero simbolo del'ambizione che non guarda in faccia a nessuno. Va detto che Brody è stato anche tra i produttori della serie, segno di un coinvolgimento creativo che va oltre l'attorialità.
StartUp avrebbe potuto osare di più. Una miccia di rivoluzione che cede ai sentieri già battuti. Proprio come accade spesso nel mondo reale.
Nobody Wants This (2024 -) [5/5] : La serie ideata da Erin Foster, aveva obiettivi precisi : esplorare il confronto tra due mondi culturali e caratteriali profondamente diversi, sfruttando l’aura nostalgica di due star simbolo degli anni 2000. La serie segue le vite di Joanne, podcaster agnostica, diretta e irrequieta (Kristen Bell) e Noah Roklov, rabbino moderno e anticonvenzionale (Adam Brody), alle prese con un legame spesso in contrasto con aspettative familiari, religiose e sociali. La storia mette in luce una comunicazione di coppia fondata sul dialogo, anche nei momenti di tensione. L’appeal iniziale affonda le radici nella memoria affettiva legata ai protagonisti: Kristen Bell, nota anche per Veronica Mars, e Adam Brody, celebre come Seth Cohen in The O.C., catturano subito l’attenzione del pubblico, così come il richiamo nostalgico di Gossip Girl, con Bell indiscussa voce narrante e Leighton Meester (apparsa nella seconda stagione di Nobody Wants This, disponibile come la prima su Netflix), nel ruolo di Abby.
Kristen Bell, Adam Brody e Leighton Meester
Una partenza stimolante, uno sviluppo che non sempre tiene. La prima serie migliore della seconda? Di gran lunga, sebbene l’incontro dei due universi apparisse già lì un filino prevedibile. I personaggi secondari, come Morgan, sorella di Joanne (Justine Lupe), e Sasha, fratello di Noah (Timothy Simons), cercano di introdurre prospettive e dinamiche curiose con esiti alterni, che rendono chiari i loro tentativi di scalfire pregiudizi e resistenze al cambiamento, malgrado non aggiungano tracce innovative. A emergere con forza è proprio Adam Brody, il cui ruolo — sensibile, ironico, comprensivo — sostiene quasi da solo l’intera serie. La sua interpretazione, premiata con il Critics’ Choice Television Award come miglior attore protagonista in una serie comedy, conferisce al personaggio spessore emotivo e credibilità. E' una serie verso cui l’affezione delirante appare a tratti inspiegabile, perché nonostante tutti gli ingredienti siano al loro posto, dà vita a un dolce "floscio", di cui gustare solo alcuni strati. Il più buono il cuore caldo Adam, al quale va comunque il mio giudizio massimo per il modo in cui fa da motore a un progetto del quale forse avremmo goduto meglio se fosse diventato un film. Ma no, arriverà anche la terza stagione!😊 Ottimo per serate leggere sul divano.
The Kid Detective (2020) [4/5] Detective in erba (The Kid Detective) è un film del 2020 diretto da Evan Morgan, un noir con tocchi di humour nero che esplora la vita di chi, cresciuto sotto le luci della fama precoce, fatica a trovare il proprio posto nel mondo adulto. Il protagonista è Abe Applebaum (Adam Brody), un ex bambino prodigio del crimine che oggi lavora come detective di provincia, risolvendo casi minori e vivendo una vita segnata dalla monotonia e da un certo senso di fallimento. Abe porta con sé il ricordo di un passato brillante, ma anche la consapevolezza di non essere più il ragazzino ammirato da tutti. La sua quotidianità viene illuminata dall’incontro con Caroline (Sophie Nélisse, qualcuno la ricorderà per Storia di una ladra di libri), una studentessa che gli affida un incarico importante. Questo incontro segna l’inizio di un percorso che mette Abe di fronte alle sue capacità, alla sua determinazione e ai limiti della sua esperienza. Al contempo, il film dipinge con delicatezza l’ambiente circostante, popolato da figure come il signor Applebaum (Tzi Ma) e la madre di Caroline (Sarah Sutherland), che contribuiscono a rendere viva la comunità in cui Abe si muove, senza mai oscurare il protagonista. In questa storia, Adam è un uomo segnato dalla vita, a tratti ironico, a tratti malinconico, capace di alternare leggerezza e introspezione senza mai perdere un'identità fissa. Abe appare fragile e imperfetto, ma anche determinato e Brody riesce a trasmettere questa dualità con naturalezza. Il personaggio suscita empatia perché è umano in ogni suo gesto: non un eroe tradizionale, ma un antieroe che lotta per ritrovare il proprio equilibrio. Il film gioca con le emozioni attraverso toni che oscillano tra commedia e dramma, mostrando un mondo che può essere buffo, oscuro e delicato allo stesso tempo. La resa di Brody rende Abe un personaggio che rimane impresso perché combina vulnerabilità, resilienza e un’ironia che non è mai fine a se stessa. La sua interpretazione trasmette la sensazione di un uomo che non si arrende, che cerca un senso nella propria vita e soprattutto, che non smette di affrontare le sfide con una sorta di dignità discreta. Un ritratto proprio umano. Consigliato! Promising Young Woman (2020) [4/5] Carey Mulligan e Adam BrodyNel film Una donna promettente, diretto da Emerald Fennell, Adam Brody ha finalmente l’occasione di mostrare maggiore profondità. Il film segue le vicende di Cassie Thomas (Carey Mulligan), una giovane donna che, dopo il trauma subito dalla sua amica, costruisce una strategia per smascherare comportamenti predatori, muovendosi tra seduzione, inganno e tensione morale. Brody interpreta Ryan, un ex compagno di università di Cassie che diventa il suo appiglio romantico, figura di stabilità emotiva in un film altrimenti carico di ambiguità. La sua interpretazione è delicata e misurata: è la parte più luminosa e rassicurante del film, capace di vulnerabilità e autenticità. Proprio grazie a questo equilibrio nel filone drammatico, è potuta esserci una resa credibile nel rapporto con Cassie. Anche se il suo ruolo non è centrale nella vicenda di vendetta, Brody emerge per maturità e convinzione rispetto ai ruoli precedenti.
A presto con nuovi episodi!💗
Lo show costruisce un mondo dove l’innovazione non è pura, ma già influenzata da un fine sotteso. Ed è proprio questo il suo fascino originario : la tecnologia come arma, come mezzo per ribaltare i rapporti di forza, con un’ambizione che sfiora l’idea di giustizia sociale. Ma stagione dopo stagione, quell’energia pionieristica tende ad affievolirsi. Il racconto si sposta sempre più verso dinamiche di microcriminalità, scontri armati, tradimenti e vendette. L’azione prende il sopravvento sull’idea. Anche la sessualità, spesso esibita con insistenza, sembra talvolta più decorativa che realmente funzionale alla crescita dei personaggi.
Il cuore emotivo dovrebbe essere proprio il personaggio di un Adam che lavora contro la sua stessa immagine pubblica: abbandona l’aura da bravo ragazzo per indossare i panni di un uomo disposto a rischiare tutto : Nick è ambiguo, opportunista, capace di scelte discutibili, sebbene non diventi mai del tutto pericoloso. Ed è qui che, a mio giudizio, manca qualcosa... non si percepisce fino in fondo quella fame feroce di successo, quel conflitto interiore lacerante che dovrebbe consumarlo. Rimane spesso trattenuto, come se non volesse sporcarsi del tutto. Il risultato è un'interpretazione credibile ma non abbastanza intensa da trasformare Nick in vero simbolo del'ambizione che non guarda in faccia a nessuno. Va detto che Brody è stato anche tra i produttori della serie, segno di un coinvolgimento creativo che va oltre l'attorialità.
StartUp avrebbe potuto osare di più. Una miccia di rivoluzione che cede ai sentieri già battuti. Proprio come accade spesso nel mondo reale.
Nobody Wants This (2024 -) [5/5] : La serie ideata da Erin Foster, aveva obiettivi precisi : esplorare il confronto tra due mondi culturali e caratteriali profondamente diversi, sfruttando l’aura nostalgica di due star simbolo degli anni 2000. La serie segue le vite di Joanne, podcaster agnostica, diretta e irrequieta (Kristen Bell) e Noah Roklov, rabbino moderno e anticonvenzionale (Adam Brody), alle prese con un legame spesso in contrasto con aspettative familiari, religiose e sociali. La storia mette in luce una comunicazione di coppia fondata sul dialogo, anche nei momenti di tensione. L’appeal iniziale affonda le radici nella memoria affettiva legata ai protagonisti: Kristen Bell, nota anche per Veronica Mars, e Adam Brody, celebre come Seth Cohen in The O.C., catturano subito l’attenzione del pubblico, così come il richiamo nostalgico di Gossip Girl, con Bell indiscussa voce narrante e Leighton Meester (apparsa nella seconda stagione di Nobody Wants This, disponibile come la prima su Netflix), nel ruolo di Abby.
Kristen Bell, Adam Brody e Leighton Meester
Una partenza stimolante, uno sviluppo che non sempre tiene. La prima serie migliore della seconda? Di gran lunga, sebbene l’incontro dei due universi apparisse già lì un filino prevedibile. I personaggi secondari, come Morgan, sorella di Joanne (Justine Lupe), e Sasha, fratello di Noah (Timothy Simons), cercano di introdurre prospettive e dinamiche curiose con esiti alterni, che rendono chiari i loro tentativi di scalfire pregiudizi e resistenze al cambiamento, malgrado non aggiungano tracce innovative. A emergere con forza è proprio Adam Brody, il cui ruolo — sensibile, ironico, comprensivo — sostiene quasi da solo l’intera serie. La sua interpretazione, premiata con il Critics’ Choice Television Award come miglior attore protagonista in una serie comedy, conferisce al personaggio spessore emotivo e credibilità. E' una serie verso cui l’affezione delirante appare a tratti inspiegabile, perché nonostante tutti gli ingredienti siano al loro posto, dà vita a un dolce "floscio", di cui gustare solo alcuni strati. Il più buono il cuore caldo Adam, al quale va comunque il mio giudizio massimo per il modo in cui fa da motore a un progetto del quale forse avremmo goduto meglio se fosse diventato un film. Ma no, arriverà anche la terza stagione!😊 Ottimo per serate leggere sul divano.
The Kid Detective (2020) [4/5]
Detective in erba (The Kid Detective) è un film del 2020 diretto da Evan Morgan, un noir con tocchi di humour nero che esplora la vita di chi, cresciuto sotto le luci della fama precoce, fatica a trovare il proprio posto nel mondo adulto. Il protagonista è Abe Applebaum (Adam Brody), un ex bambino prodigio del crimine che oggi lavora come detective di provincia, risolvendo casi minori e vivendo una vita segnata dalla monotonia e da un certo senso di fallimento. Abe porta con sé il ricordo di un passato brillante, ma anche la consapevolezza di non essere più il ragazzino ammirato da tutti. La sua quotidianità viene illuminata dall’incontro con Caroline (Sophie Nélisse, qualcuno la ricorderà per Storia di una ladra di libri), una studentessa che gli affida un incarico importante. Questo incontro segna l’inizio di un percorso che mette Abe di fronte alle sue capacità, alla sua determinazione e ai limiti della sua esperienza. Al contempo, il film dipinge con delicatezza l’ambiente circostante, popolato da figure come il signor Applebaum (Tzi Ma) e la madre di Caroline (Sarah Sutherland), che contribuiscono a rendere viva la comunità in cui Abe si muove, senza mai oscurare il protagonista. In questa storia, Adam è un uomo segnato dalla vita, a tratti ironico, a tratti malinconico, capace di alternare leggerezza e introspezione senza mai perdere un'identità fissa. Abe appare fragile e imperfetto, ma anche determinato e Brody riesce a trasmettere questa dualità con naturalezza. Il personaggio suscita empatia perché è umano in ogni suo gesto: non un eroe tradizionale, ma un antieroe che lotta per ritrovare il proprio equilibrio. Il film gioca con le emozioni attraverso toni che oscillano tra commedia e dramma, mostrando un mondo che può essere buffo, oscuro e delicato allo stesso tempo. La resa di Brody rende Abe un personaggio che rimane impresso perché combina vulnerabilità, resilienza e un’ironia che non è mai fine a se stessa. La sua interpretazione trasmette la sensazione di un uomo che non si arrende, che cerca un senso nella propria vita e soprattutto, che non smette di affrontare le sfide con una sorta di dignità discreta. Un ritratto proprio umano. Consigliato!
Promising Young Woman (2020) [4/5]
Carey Mulligan e Adam Brody
Nel film Una donna promettente, diretto da Emerald Fennell, Adam Brody ha finalmente l’occasione di mostrare maggiore profondità. Il film segue le vicende di Cassie Thomas (Carey Mulligan), una giovane donna che, dopo il trauma subito dalla sua amica, costruisce una strategia per smascherare comportamenti predatori, muovendosi tra seduzione, inganno e tensione morale. Brody interpreta Ryan, un ex compagno di università di Cassie che diventa il suo appiglio romantico, figura di stabilità emotiva in un film altrimenti carico di ambiguità. La sua interpretazione è delicata e misurata: è la parte più luminosa e rassicurante del film, capace di vulnerabilità e autenticità. Proprio grazie a questo equilibrio nel filone drammatico, è potuta esserci una resa credibile nel rapporto con Cassie. Anche se il suo ruolo non è centrale nella vicenda di vendetta, Brody emerge per maturità e convinzione rispetto ai ruoli precedenti.
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